I ritardanti di fiamma finiscono nell’ambiente e minacciano la catena alimentare umana

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Secondo uno studio recentemente pubblicato nella prestigiosa rivista Chemosphere, dal titolo “Maize plant (Zea mays) uptake of organophosphorus and novel brominated flame retardants from hydroponic cultures”, condotto da ricercatori dell’Università di Padova e dell’Università Ca’ Foscari Venezia, è stata confermata la potenzialità dei ritardanti di fiamma – additivi chimici applicati su un’ampia gamma di materiali per aumentare la resistenza al fuoco – di essere accumulati nelle piante e dunque di entrare nella catena alimentare umana con conseguenti effetti sulla salute.

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